Scafo e timone

A parte lo specchio di poppa che è stato completamente riveduto e ha dovuto essere riverniciato, le fiancate dell’opera morta erano in ottime condizioni e sarebbe stata sufficiente una buona lucidatura se non avessimo dovuto rifare la banda laterale che era inspiegabilmente di colore nero (anziché blu) e di altezza inferiore allo standard HR.
L’opera viva, pure questa in ottime condizioni, esclusivamente a titolo precauzionale è stata sabbiata ed è stato fatto il trattamento completo antiosmosi con il ciclo dei prodotti Cecchi (resina bicomponente, primer etc,) prima dell’applicazione di vernice antivegetativa autolevigante.


Discorso a parte merita il timone: per risolvere il problema dell’asse parzialmente bloccato, il timone ha dovuto essere smontato. Lo smontaggio delle due guance dello skeg, una volta reperite le viti annegate nella vetroresina, è stato relativamente facile.

Altrettanto non si può dire del sostegno della parte superiore dell’asse, realizzato con una sorta di reggispinta, completamente arrugginito e infilato in una posizione impossibile tra i due letti della cabina di poppa. Lo smontaggio è inevitabilmente avvenuto a colpi di flessibile!
La ricostruzione del reggispinta è avvenuta a perfetta regola d’arte con un cuscinetto autocostruito in bronzo e la possibilità di ingrassaggio per consentire le future manutenzioni.
E qui succede il fattaccio: siamo ad aprile 2013, abbiamo ultimato il trattamento antiosmosi e da lì a un paio di giorni dobbiamo tornare a casa. Ci viene in mente di verificare il montaggio del timone ma…, lo skeg non si trova più!
img_8847A nulla vale passare a setaccio il box dove le due guance dello skeg sono state riposte per più di un anno: cerca e ricerca alla fine ci dobbiamo rassegnare. Purtroppo, anche se di valore economico non rilevante, si tratta di pezzi speciali: due fusioni in bronzo che, a parte il costo elevato, il cantiere della HR non potrebbe fornirci prima di un paio di mesi e questo comprometterebbe la fine dei nostri lavori e la preparazione della barca in tempo per l’inizio delle vacanze.
Ma, passato il primo momento di sconforto…,non ci perdiamo d’animo: al Brico di Crotone vendono della ottima scagliola. Ne compriamo un paio di sacchetti e, dopo aver ben bagnato di gasolio la appendice dello scafo che dovrà accogliere le due mezze guance, ricaviamo un calco in gesso armato con del fil di ferro.

Sulla strada del ritorno contattiamo una fonderia di Genova che però non ci dà abbastanza affidamento e nei giorni a seguire, dopo alcune ricerche su internet ed esserci fatti una cultura sui vari tipi di bronzo (marino, al fosforo, al nichel…), decidiamo di far fare i pezzi ad una fonderia di Bergamo. Sarà necessario fare dei nuovi calchi in legno perché in gesso potrebbero risultare fragili ma, come si sa, questo per Dino è un invito a nozze…

La fonderia esegue puntualmente le fusioni che vengono poi rettificate meccanicamente e il successivo montaggio in opera avviene senza problemi.