Rio Diablo 09/02/2016

Siamo ancorati nel braccio di mare tra le isole e terra.

Alla nostra sinistra le isole Corazon de Jesus e Narganà collegate dal ponte della Amistad (amicizia).

 

Alla nostra destra la foresta di palme e mangrovie dove sbocca il Rio Diablo.

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Il Rio Diablo è la fonte di approvvigionamento di acqua delle due isole: i Kuna risalgono il fiume con le canoe a remi o più raramente a motore e vanno a caricare acqua dove questa è più pulita e meno salmastra. Durante la nostra escursione in gommone ne avremo contate una ventina, cariche di tanniche e secchi che, pagaiando per un tragitto di andata e ritorno di almeno 6 miglia, risalgono il fiume in cerca di acqua. Dal numero di taniche che abbiamo contato, il carico era almeno di 300 litri!

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È in fase di costruzione un acquedotto di cui le due isole vanno molto fiere ma, oltre alle foto ed all’ambizioso progetto esposti nella piazzetta del paese, l’acqua è ancora di là da venire…

Alla fine della nostra risalita (quando l’acqua si faceva troppo bassa e la presenza di tronchi sommersi pericolosa anche per il nostro piccolo tender) abbiamo incontrato una famigliola giunta lì con una canoa a motore abbastanza grande, i cui componenti sguazzavano allegramente nel fiume insaponandosi a vicenda.

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Pensando di poter fare una piccola escursione a piedi siamo approdati sulla riva ma fatti pochi passi lungo un piccolo sentiero, con nostra grande sorpresa abbiamo visto una tomba.

In uno spiazzo, circondata da molti fiori, credo di plastica, vi era una specie di parallelepipedo in cemento ed una croce. Per discrezione non ci siamo avvicinati oltre e siamo risaliti sul gommone…

Per la verità, durante la risalita del fiume avevamo già scorto all’interno della fitta vegetazione alcune croci. (Cosa comunque alquanto strana se pensiamo alla distanza di questo luogo dal più vicino centro abitato…)

La risalita del fiume è stata interessante, la vegetazione (cocchi, mangrovie, banani…) molto rigogliosa e fittissima, ogni tanto sulla riva diversi uccelli acquatici.

Degli armadilli, a dispetto di quanto scritto sulla guida, nessuna traccia (ma forse sono animali notturni).

Un’altra cosa che pare alquanto sorprendente è l’assenza di coltivazioni. I terreni che fiancheggiano il fiume, l’abbondanza di acqua ed il clima favorevolissimo dovrebbero prestarsi egregiamente allo sviluppo intensivo di colture agricole anche semplici tipo verdure patate etc. Invece niente di tutto questo. Oltretutto la verdura e la frutta che i Kuna vendono passando fra le barche con le loro lance proviene dai mercati della costa continentale…Valli a capire!

Detto ciò, poiché tutto il resto è piuttosto desolante, fatti un po’ di approvvigionamenti, c’è n’è andiamo da un’altra parte.