La traina in altura

Fortunatamente, durante le lunghe navigazioni in altura, succede spesso di ferrare delle belle prede di dimensioni considerevoli.

In Grecia, soprattutto in Peloponneso nei tratti di mare tra un promontorio e l’altro, abbiamo quasi sempre preso dei tonni alalunga, altrimenti chiamati tonno bianco. Meno pregiato del tonno rosso ma altrettanto buono, ha carne molto più chiara e raggiunge difficilmente un peso superiore a 12-15 Kg.

Nel mediterraneo occidentale ed in particolare al largo delle coste della sicilia non è raro ferrare esemplari di tonno rosso del peso anche di 30-40 Kg. Per la verità ci è successo di ferrare -e poi perdere perchè hanno strappato tutto!- prede di dimensioni a nostro parere moooolto più grosse… ma si sa, i pesci persi sono sempre quelli più grossi!

Altra preda molto ambita è l’aguglia imperiale, molto simile al pesce spada ma un po’ più smilzo e con il rostro meno prominente. L’aguglia imperiale, inizialmente caratteristico della zona dello Stretto di Messina, si è diffuso anche più a Nord nel Mediterraneo Occidentale. Nelle tre o quattro occasioni che ci è capitato di prenderne, il loro peso si aggirava intorno ai 10-12 Kg.

In Atlantico la pesca alla traina ci regala spesso lampughe o corifene o, come vengono comunemente chiamati, “dorados”. Gli esemplari da noi pescati pesavano qualche chilogrammo, raramente superavano i 10 Kg. Al largo delle coste si possono anche pescare dei barracuda o altri pesci locali ma con questi siamo sempre un po’ diffidenti in quanto sono stati segnalati casi di intossicazione alimentare detta ciguatera. I piccoli pesci di scoglio (quelli tutti colorati caratteristici delle barriere coralline), si cibano di piccoli molluschi e organismi che possono essere contaminati da delle tossine di origine batterica. I barraccuuda a loro volta, in quanto predatori, mangiano i pesci piccoli e possono essere portatori di questa intossicazione.