Da Crotone ad Atene via Corinto

 (20/6/2014- 27/6/2014)

Equipaggio: Antonio, Lino, Dino e Roberto

Dino già da alcuni giorni si trova a Crotone per ultimare i preparativi: carena, varo, sistemazione delle vele, etc. etc.

Lino, Antonio (suo papà) ed io lo raggiungiamo in aereo col volo da Bergamo che atterra a Lamezia verso le 22,00.

Con un’auto a noleggio arriviamo a Crotone dove riusciamo a fare provvista di pane in un bar panetteria che a mezzanotte era ancora aperto e, riconsegnata l’auto al noleggiatore, all’una di notte del 21/6 molliamo gli ormeggi verso Est direzione Grecia ! (per la precisione Fiscardo, all’estremità NE dell’isola di Cefalonia).

La navigazione procede tranquilla, anche troppo! Si va infatti quasi sempre a motore, e in poco più di 32 ore, verso le 10 del mattino arriviamo a Fiscardo. Distanza percorsa circa 180 mg.

Antonio ha faticato a prendere il ritmo della navigazione ed ha patito un po’ ma abbiamo buone speranze di recuperarlo presto…

Alcune annotazioni tecniche e non:

-Alternatore: l’alternatore che era montato originalmente non carica più. Prima di partire lo abbiamo dovuto sostituire con un altro alternatore che avevamo comprato per tenerlo di riserva e che funziona perfettamente.

-Penna della randa:la nuova randa comprata di occasione aveva l’inferitura troppo lunga e ne avevamo modificato la tavoletta. Ora però, virando, la tavoletta tocca sul paterazzo e bisognerà ancora modificarla; nel frattempo, per virare, si deve mollare un po’ di drizza…

– Bimini: il bimini autocostruito è stato montato in navigazione: perfetto!

– Tonno: una bella alalunga di 7 Kg ha abboccato alle prime ore del mattino prima del nostro arrivo a Fiscardo ed è subito finita in frigo…

Fiscardo è una delle località più frequentate delle isole Ionie. E’ molto bello, con tutti i negozietti, bar e ristorantini lungo il molo. Anche se la stagione estiva è solo agli inizi e ci sono alcuni posti liberi in banchina, per i nostri gusti è troppo affollato e preferiamo ancorarci poco distanti con cime a terra.

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a sud di Itaca

L’obiettivo della nostra navigazione è di arrivare ad Atene entro il 27/6. Antonio e Lino infatti partiranno da Atene e saranno rimpiazzati da Andrea, Claudio, Luciano e Riccardo con i quali faremo un po’ di isole dell’Egeo fino a Kos. Non abbiamo molto tempo e la nostra navigazione deve quindi proseguire abbastanza spedita.

Le nostre tappe successive saranno:

– Oxia:

isola vicino all’entrata del Golfo di Patrasso dove a causa del vento catabatico (violente raffiche che verso sera scendono dalle alture e investono la costa sottostante con direzioni variabili…) siamo costretti ad ancorare un paio di miglia verso Nord alla foce del fiume Akeloos. In questa rada, costellata di gavitelli con locali barche di pescatori, in una precedente crociera avevo notato che le acque del fiume, con mare calmo, non si miscelano con quella del mare e l’acqua in superficie per uno strato di 20-30 cm è dolce !

– Patrasso (importante porto della Grecia con un discreto traffico commerciale reso ancora più trafficato grazie alla vicinanza con l’istmo di Corinto), dove ci fermiamo per rifornirci di gasolio e da dove proseguiamo per l’isola di Trizonia con una tappa intermedia a Lepanto, in greco chiamato Navpaktos, sulla costa Nord del golfo di Patrasso.

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Lepanto è un antico porticciolo fortificato e contornato da mura merlate e vecchie costruzioni dall’aspetto medievale. Se non fosse per le barche ormeggiate sembrerebbe di essere in un film. Mettiamo dentro il naso, siamo tentati di ormeggiarci in banchina ma le raffiche di vento al traverso e lo scarso spazio a disposizione ci fanno desistere.

– Isola di Trizonia, sempre sulla costa Nord del golfo, dove arriviamo con una entusiadmante navigazione al lasco con 25-30 nodI di vento. Ci ancoriamo fuori dal porto e prima di cena, con il poco che captiamo con la nostra antenna TV, riusciamo a vedere qualche frammento della partita di calcio dei mondiali Italia-Uruguay (che l’Italia perderà miseramente…).

Canale di Corinto

è indubbiamente la parte più entusiasmante di questa tappa !

Partiti da Trizonia, sempre a vela col vento in poppa filo che ci costringe a fare continue strambate, col solo genoa filiamo a 8 nodi e verso le 17 ci presentiamo a un paio di miglia dall’ingresso del canale.

Come da istruzioni chiamamo col VHF sul can. 11 e ci dicono di entrare “full speed” perchè stanno per chiudere il passaggio da Ovest verso Est. Il traffico nel canale, data la sua larghezza massima di circa 25 mt, è ovviamente a sensi alternati e, poichè tra un transito e l’altro ne approfittano anche per aprire la circolazione nel ponte mobile che c’è sul lato Ovest del canale, se non passassimo ora l’attesa sarebbe parecchio lunga.

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Ammainato il genoa, ritirata la traina (che quando possibile è sempre a mollo), a manetta entriamo nell'”imbuto” dell’ingresso e dopo circa 3 miglia percorse a 6 nodi ci ormeggiamo al molo in cemento lato Est dove, munito dei documenti della barca, passo dall’ufficio a depositare il costo del transito: 247 € !

Un’esperienza comunque entusiasmante soprattutto se si pensa alla storia del canale i cui lavori di scavo furono iniziati (a mano!!!) nel VII secolo a.C. , proseguiti dall’imperatore Nerone, poi abbandonati e ripresi in epoca moderna nel 1881 e portati a termine nel 1893.

Una nota curiosa sul ponte mobile lato Est: il piano stradale è appena più alto del livello del mare ed è uno dei pochi, forse l’unico, che per far transitare le barche, azionato da verricelli idraulici, si immerge completamente.

– Ormos Frangolimano: passato il canale ci dirigiamo verso SE e ci fermiamo in questa bella rada, ampia e deserta dove, a ccausa del fondale di 15 mt che arriva quasi sulla spiaggia, diamo cime a terra. Lino parte a nuoto con la cima tra i denti e intanto viene calata l’ancora ma, a causa di un’errata manovra sul comando del salpatore (freccia su anzichè freccia giù), si brucia il fusibile dei servizi.

Per intanto caliamo a mano agendo sulla frizione del verricello e poi il fusibile verrà sostituito. Successivamente sul comando del salpatore compariranno le scritte “salpa” e “cala”…

-Aegina: al mattino, anche per slegare la cima a terra, nuotatina fino in spiaggia. Antonio mette inavvertitamente un piede su un riccio e questo ci fornisce l’occasione per esibirci in improbabili performances chirurgiche.

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colazione del mattino…

Tappa per un bagnetto all’isola di Kyra e riprendiamo la rotta verso Aegina dove alla sera, anche per rompere la monotonia del tonno, si cenerà al ristorante (menù a base di pesce !!!).

– Atene porto di Vouliagmeni: la nostra rotta attraversa una zona di esercitazioni militari ove è vietato il transito e, costretti a cambiare rotta, ci troviamo col vento esattamente di prua. In considerazione del poco vento decidiamo di procedere a motore anche perchè il cambio equipaggio dell’indomani ci impegnerà in operazioni di lavaggio, pulizia, approvvigionamenti etc. ed il tempo a disposizione è sempre poco.

Questo non ci impedisce di cercare di pescare ma, a parte due toccate infruttuose, di pesce non se ne è visto.

Il porto di Vouliagmeni è decentrato rispetto al centro di Atene, si trova infatti a circa 9 mg verso sud rispetto al famoso porto del Pireo. E’ un porto esclusivamente turistico, molto bello e ben attrezzato, pieno di lussuosissimi yachts, molti dei quali a motore.

Ci ormeggiamo in testa alla diga foranea, praticamente fuori dal porto, ma meglio così: non saremo “affogati” in mezzo ai tanti yachts e potremo anche fare il bagno direttamente dalla barca!

Davanti a noi, con due ancore a prua e cime in testata alla diga, è ormeggiato un mega yacht che sapremo poi essere di proprietà del presidente della squadra di calcio dell’Olimpiakos: non sto a descrivere lo spiegamentto di guardie del corpo, marinai, hostesses etc… e le cerimoniose manovre per accogliere a bordo i loro numerosi ospiti…

Sicuramente più genuine e simpatiche sono state le nostre manovre per salutare Antonio e Lino che rientrano in Italia e per accogliere i nuovi ospiti con i quali faremo la navigazione della seconda tappa da Atene a Kos!

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