Costi / Ricavi

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Un bilancio preciso e dettagliato è molto difficile da fare.
Nella colonna di sinistra dovrei indicare il prezzo di acquisto, le spese per i viaggi , per le attrezzature, per tutti i materiali di consumo (O Cardinale è diventato azionista di parecchi negozi di ferramenta, forniture elettriche etc. di Crotone), per l’acquisto di nuove dotazioni e strumentazioni…

Il costo della manodopera, come si è soliti fare quando si lavora sulla propria barca, per fortuna viene ovviamente trascurato.

La colonna di destra è invece quella dei ricavi che contiene per ora alcune voci e che però (come ci auguriamo) è destinata ad allungarsi.

È difficile quantificare queste voci: quanto vale un aperitivo bevuto al tramonto, in compagnia dei tuoi cari o dei tuoi migliori amici, immerso nel meraviglioso scenario naturale di una rada isolata?

Oppure gustare un filetto di tonno appena pescato, comodamente seduto intorno al tavolo della dinette? E quanto una navigazione notturna mentre sei nella tua cuccetta, al calduccio, con la consapevolezza che la tua barca, che è in quel momento per te il luogo più sicuro al mondo, ti farà raggiungere un luogo per ora sconosciuto e che sei ansioso di scoprire? Non fraintendetemi, questa non è retorica o romanticismo di bassa lega, non sto parlando del navigatore solitario alla scoperta di isole inesplorate – che ormai da scoprire c’è rimasto ben poco – ma più semplicemente del piacere di scoprire (o riscoprire) luoghi battuti dal turismo di massa ma visti sotto un’ottica diversa, sempre con il gusto dell’imprevedibile e dell’avventura che chi va per mare conosce bene!

Quanto vale osservare con soddisfazione il risultato di mesi e mesi di lavoro fatto con sacrificio e fatica, con ritmi impossibili ed in condizioni veramente dure, consapevole di aver compiuto una vera impresa?

E ancora: quanto vale un’oretta passata col tuo nipotino a timonare o insegnandogli a fare i nodi? Non credo che metterò mai giù questi conti ma sono certo che vincerebbe la colonna di  destra!