Coperta e ponte in teak

L’illusione di riuscire a rimandare il rifacimento della coperta ci è passata praticamente subito: le condizioni della vecchia coperta, con lo spessore ridotto al minimo, la presenza di alcune infiltrazioni e le centinaia di tappini in teak mancanti, ci hanno fatto capire come questo intervento dovesse essere il primo ed il più importante ad essere fatto.
Dopo una prima tornata di lavori nel corso della quale viene organizzato il cantiere e iniziamo lo smontaggio di un po’ di interni e dei cielini, rientrati al nord e fatta una approfondita ricerca di mercato, provvediamo all’acquisto di due grossi tronchi di teak stagionato già sezionati che saranno la materia prima per la nuova coperta.
Le vacanze di Natale trascorrono ad Alessandria nella falegnameria del Sig. Giulio e del Maestro, amici di Dino, che ci hanno consentito l’uso delle loro attrezzature. Le assi vengono tagliate, piallate e selezionate. Oltre a tutte le doghe, di misura rigorosamente calibrata, vengono anche preparate, sulla base delle misure rilevate in opera, tutte le assi che serviranno per la realizzazione dei pezzi speciali come le curve, le cornici del pozzetto e degli oblò…
Prima della posa del teak si è dovuta smontare completamente tutta l’attrezzatura di coperta (rotaie, rinvii, oblò, salpaancore, finestrini, prese d’aria, …insomma: tutto!), asportare il vecchio teak, levigare la coperta, stuccarla con resina epossidica e successivamente rasarla. Tutte le parti in gelcoat (tuga, pozzetto, falchetta…) sono state riverniciate (lavoro fatto fare a Mimmo o’ Professore, rinomato artigiano crotonese) e solo dopo queste fasi di preparazione il nuovo teak ha potuto essere messo in opera incollato con resina epossidica e senza neanche una, DICO UNA, vite!
La posa e l’incollaggio della nuova coperta si è protratta con ritmi e orari di lavoro degni di fabbriche vietnamite, fino alla fine della primavera 2012 e nell’estate è stata terminata la gommatura di tutti i comenti.
Per quanto riguarda il risultato la documentazione fotografica è abbastanza eloquente!