Buona Pasqua!!!

E’ proprio vero che le cose bisognerebbe sempre farle almeno due volte…!

Dopo circa un mese e mezzo a Cuba (che per la verità non ci ha entusiasmati) , siamo arrivati alle Bahamas alla fine di marzo e ora, dopo circa 15 giorni, è giunto il momento di partire, con un po’ di rimpianto di non averle potute visitare meglio. Non dico tutte (sono circa 700 isole…) ma almeno le più note e con un po’ più di calma.

Dopo la risalita di Great Exuma e di alcuni cays che si estendono come una catena verso Nord Ovest, con una navigazione notturna (fatta veramente “alla cieca” con fondali di 3 metri basandoci su una serie di way-points che ci ha gentilmente fornito Joseph, il proprietario di una barca a vela conosciuto per caso), abbiamo raggiunto New Providence Island e Nassau, la capitale delle Bahamas.

Entrando in uno di questi cays, esattamente Cambridge Cay, dove per entrare abbiamo dovuto aspettare l’alta marea, ha abboccato un grosso barracuda che stimiamo fosse stato di una quindicina di chili. Mentre lo tiravamo su per liberarlo (da quando ci hanno detto che qui i barracuda non li mangia nessuno per paura della ciguatera, li liberiamo cercando di recuperare il rapala o quello che ne resta…) uno squalo di circa un metro e mezzo ha inseguito il barracuda ed in pochi secondi lo ha azzannato lasciandone solo la testa! Poi però tutti dicono che questi squali sono innocui. Sarà…

foto squalo

Nassau si estende per alcuni chilometri di fronte ad un’isola situata a nord, chiamata Paradise Island; Nassau e Paradise Island (sede delle residenze più belle ed esclusive) sono perciò separate da una specie di fiume e collegate da un ponte. In questo tratto di mare sia la navigazione che l’ancoraggio sono particolarmente problematici a causa delle onde delle barche e della forte corrente creata dalla marea.

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Qui a Nassau sono sbarcati Gloria e Ricky (che erano arrivati a Cuba), come pure è sbarcata Enrica, una amica che è stata ospite con noi per una decina di giorni.

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Siamo quindi rimasti a bordo in tre: Edoardo (Dino), Riccardo (che era salito a Georgetown) e Roberto (il sottoscritto) con il grato e oneroso compito di riportare la barca verso casa.

Da Nassau ci siamo riportati all’estremo nord di Great Exuma, a Highborn Cay, con una navigazione a vista in mezzo a teste di corallo e quindi da lì a Eleuthera Island da dove, fatte le pratiche di uscita, il giorno di Pasqua partiremo per la traversata.

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Non ci resta quindi che augurare Buona Pasqua a tutti i nostri amici dando loro appuntamento tra un po’ di giorni (quanti?…), quando saremo arrivati a Horta sull’isola di Faial nelle Azzorre.

Un abbraccio dall’equipaggio di Ultimate

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