Ciao Cuba, Bahamas arriviamo…!

Breve resoconto delle tappe successive a Bahia Honda:

– Marina Hemingway (alle porte dell’Avana) dove siamo stati fermi 6 giorni durante i quali ci siamo occupati delle solite faccende burocratiche tra cui la proroga del visto di ingresso (scade dopo 30 gg), rifornimenti alla cambusa con il poco che riusciamo a trovare, lavoretti vari tra cui finire di cucire le coperture del gommone nuovo, e preparare la baca per l’arrivo del nuovo equipaggio, Gloria e Ricky, oltre a spendere una giornata per un doveroso giro turistico all’Avana.

Abbiamo anche fatto felice Anen (per la verità lo abbiamo sempre chiamato in tutti i modi: Ariel, Aniel, Anein etc…) un tassista che ci ha scorrazzato avanti e indietro tra aeroporto, supermercati, uffici, banche, Avana etc. che con noi ha trovato la gallina dalle uova d’oro, ma che comunque è stato molto utile.

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– Varadero (Marina Gaviota): Uno dei posti turisticamente più gettonati di Cuba. Marina nuovissimo, molto grande ed organizzato ma praticamente vuoto se si escludono i catamarani per scorrazzare i turisti degli hotels in gite giornaliere nelle spiagge vicine. Passata una notte all’ancora fuori dal porto, visto il divieto di scendere a terra se non nelle immediate vicinanze del marina, ce ne andiamo.

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– Bahia de Cadiz, Cayo de la Cruz, Cayo Fragoso, Cayo Caiman Santa Maria: tappe intermedie prima di Cayo Guillermo, dove lasceremo Cuba.

A parte Cayo Cayman, deliziosa isolatta disabitata orlata da una candida spiaggia ricca di conchiglie che ha incontrato di più i nostri gusti, gli altri non ci hanno entusiasmato: assenza di spiaggette, costa costellata da mangrovie, acqua torbida e verdognola…

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– Cayo Guillermo: altra località turisticamente conosciuta. Effettivamente, a parte la difficoltà di raggiungerla in barca a causa del fondale (si riesce ad arrivare fino ad una boa che segna l’inizio di un canale di ingresso che costeggia la spiaggia e oltre la quale in alcuni punti la profondità scende a 1,6 mt), il marina è carino, pulito, simpatico.

L’unica possibilità di fare approvvigionamenti è l’Hotel vicino al marina dove c’è un negozietto con prodotti vari quali vino, birra, caffè, rhum, etc. ma senza alcuna possibilità di comprare prodotti freschi. Ma per questo, avuta la giusta indicazione, ci siamo rivolti attraverso l’entrata secondaria alle cucine dell’hotel, dove, dietro corresponsione di una mancia, ci hanno rifornito di pomodori, uova, papaya, cipolle, cetrioli… Insomma, una vera e propria operazione di accattonaggio!

Il saluto a Cuba avviene da Cayo Guillermo da cui partiremo con un tappone di circa 150 miglia verso le Bahamas.

Cuba, sicuramente inferiore alle nostre iniziali aspettative, ci ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Anche a causa delle numerose restrizioni e difficoltà burocratiche ci siamo fatti l’idea che la barca non sia il mezzo migliore per visitare Cuba anche perchè buona parte delle bellezze naturali non sono raggiungibili via mare a causa dei fondali bassi.

E’ stata comunque una bellissima esperienza che ci ha permesso di entrare a contatto con realtà tipiche e genuine che i normali canali turistici non permetterebbero di scoprire.

Ed ora Bahamas… Arriviamo!

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