Nueva Gerona: il purgatorio…

I programmi di rientro di Gilbert e famiglia ci impongono una tappa a Nueva Gerona, la capitale dell’Isla de la Juventud, da dove sembra possibile prendere un traghetto per raggiungere Batabano e quindi un bus fino all’Avana.

Allo stesso modo Riccardo e Manu, che arriveranno in contemporanea con la partenza dei francesi, potranno fare al stessa strada.

Entriamo nel canale dragato di accesso alla foce del fiume Las Casas, sul quale si trova la città, che è già notte e ci ancoriamo a lato del canale. Al mattino entriamo nel fiume e attracchiamo al molo dei traghetti (praticamente l’unico disponibile) e veniamo subito visitati dalla Capitania per il controllo documenti.

Nueva Gerona, a dispetto di quanto letto sui vari portolani di cui disponiamo, non è un porto di ingresso/uscita turistico per le imbarcazioni. Per l’uscita dei francesi faranno un’eccezione ma Riccardo e Manuela dovranno entrare a Marina di Siguanea, un porticciolo distante una quindicina di miglia.

Seconda sorpresa: il funzionario della Capitania ci dice che di traghetti ce ne sono due al giorno ma quando ci rechiamo al terminal troviamo una moltitudine di cubani urlanti che si accalcano all’unico sportello aperto . Non tutti i giorni ci sono due traghetti, quello di oggi neanche a parlarne (la coda dei cubani era per quello dell’indomani) e non è nemmeno sicuro che quello di domani sarà disponibile. Passiamo la giornata a fare code per ottenere dei numeri di prenotazione (541, 542 e 543 quando i posti a bordo sono poco più di 200…) con i quali, alle 05,30 del giorno dopo dovremo presentarci allo sportello per attendere l’estrazione…! Il tutto sempre in buona compagnia di decine di altri viaggiatori con valigie, bambini e ogni tipo di masserizie, pure loro incavolatissimi.

Il traghetto parte puntuale alle 8,00 ma i francesi ovviamente stanno a terra e il margine di tempo per l’aereo di rientro dall’Avana si va sempre più assottigliando così come le speranze dei francesi di poter passare un paio di giorni all’Avana prima di partire.

Altra giornata di code, prima per attendere “l’estrazione” dei biglietti che per fortuna, anche se per il rotto della cuffia, si conclude positivamente e poi, al pomeriggio, ancora tre ore per la conferma del biglietto e l’acquisto vero e proprio… Trattandosi di turisti non cubani sono dei biglietti a tariffa speciale (50 CUC corrispondenti a circa 50$ USA) ma l’impiegata riesce a sbagliare tariffa e glieli fa pagare 30 e, non riuscendo a rifarli, li conferma così (???).

Avuta la certezza che domani, ultimo giorno utile, i francesi potranno partire, ce ne dobbiamo andare perchè non ci concedono più di stare attraccati in città. Scopriremo poi che l’impiegata, nel tentativo di cambiare tariffa aveva cancellato i biglietti e i francesi all’ultimo momento hanno rischiato di non poter partire (pare che poi gli abbiano dato tre posti che, per sicurezza, tengono sempre disponibili…) e sono comunque arrivati all’Avana il 21/2 sera con l’aereo di ritorno al 22/2 mattina!

Tutto questo lungo spiegone per far capire come la burocrazia e la fiscalità in questo paese regnino sovrane senza il minimo di iniziativa e di imprenditoria da parte di nessuno.

Stando anche alle notizie lette sulle varie guide turistiche, sembra poi che Nueva Gerona, proprio perchè esclusa dal turismo di massa e grazie ai suoi trascorsi storici sia diversa dal resto dell’arcipelago e rappresenta uno spaccato particolarmente genuino della vita cubana con i suoi ritmi lenti e sonnacchiosi.

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Nel frattempo Riccardo e Manuela sono arrivati all’Avana il 21/2 sera ma fino al 24, sempre a scanso di sorprese, non potranno raggiungerci. Ci tocca quindi spostarci all’esterno di Marina di Siguanea, un porticciolo perso nel nulla, con profondità max del canale di ingresso di 1,5 mt.

Ancoriamo in 3 mt d’acqua a circa 500 mt dall’ingresso del porto rassegnati a stare lì 3 giorni approfittandone per alcuni lavori, soprattutto di cucito (rifare la bordatura della base e della balumina del genoa e cucire il telo di protezione del nuovo tender).

Purtroppo solo il primo giorno un venticello debole ha soffiato da terra ma poi ha girato di 180° rinforzando fino a 25 nodi alzando un’onda ripida e fastidiosa che non solo ci impediva di scendere a terra con tender, ma addirittura rendeva difficoltoso stare in piedi… E tutto ciò per due giorni!

Per fortuna il giorno dell’arrivo di Riccardo e Manuela tutto si è di nuovo calmato e, visto che sarebbero arrivati all’una di notte, Dino ha potuto scendere a terra, andare a Nueva Gerona con un bus, fare un po’ di spesa e aspettarli con un taxi. Morale arrivo in barca alle 3 di notte!

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Al mattino dopo pratiche di “arroyo” dei nuovi arrivati con due funzionari della Guardacoste che salgono a bordo per il controllo. E qui nuova sorpresa con attimo di thrilling:

Ne corso dei numerosissimi controlli di passaporti che Riccardo e Manuela hanno subìto, si sono perse le famose tarjetas, che costituiscono il visa di ingresso. Immediata reazione: i due nuovi arrivati non possono restare a bordo. Sgomento e sconforto! Atterriti e attoniti già pensiamo a come risolvere.

Poi per fortuna, a pagina 16 del passaporto c’è il timbro di ingresso posto all’arrivo all’aeroporto dell’Avana e sorprendentemente tutto si risolve!!!

Ecco: questo è stato il purgatorio a Nueva Gerona. Non ne possiamo più di stress e colpi di scena e a tarda mattinata finalmente ce ne andiamo, usciamo dal golfo e ci ancoriamo a ridosso del reef di Cayo Buch dove la vista (e non solo la vista…) di qualche bella aragosta ci rimette in pace col mondo.

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