Turismo e… cambusa

Rinunciato alla visita all’isola di Contoy per mancata concessione del relativo permesso da parte della Capitaneria (bisognava richiederlo con almeno 5 giorni di anticipo), alla vigilia della partenza di Luca e Cesco, sabato 11 organizziamo il giro turistico col taxi.
Di rientro da Hut Point, un ridosso protetto dal reef situato tra Playa del Carmen e Puerto Morelos, Il venerdì ormeggiamo Ultimate al Marina El Cid a Puerto Morelos e alla sera dopo una cena al ristorante La Playita sulla spiaggia, concordiamo il tutto con Il tassista, tale Françisco Espinoza, simpatico e cordiale come moltissimi messicani, che alle 8,30 si presenta puntuale al porto con la sua vecchiotta Volfwagen “Jetta”.
Il nostro giro turistico dovrebbe prevedere le rovine Maya di Tulum (distante circa 100 km), i cenotes e Playa del Carmen. Partiti da neanche mezz’ora, ahi ahi ahiiii!: si accende la spia del l’olio che nonostante controlli e rabbocchi non ne vuole sapere di spegnersi. Telefonata al fratello Grigorio, pure lui tassista, che ci raggiunge per il cambio auto con una spaziosissima Toyota e il viaggio riprende.
Imbocchiamo in direzione sud una drittissima superstrada a quattro corsie che passa a poche centinaia di metri dalla costa; a sinistra, lato mare, una sequela di resorts e villaggi turistici immersi nel verde delle mangrovie. A destra folte foreste di mangrovie e paludi abitate da coccodrilli, intervallate ogni tanto da agglomerati urbani.
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Il sito archeologico di Tulum é uno dei più importanti e famosi insediamenti Maya del Messico anche perché si trova sul mare.
Non sto qui a dettagliare aspetti e particolarità della civiltà Maya (anche perché esula assolutamente dalle mie conoscenze e competenze…) e mi limito a dire che il sito comprende diverse costruzioni e templi, tutti abbastanza ben conservati e sparsi in un’area collinare molto ampia con folta vegetazione di palme ed altre specie botaniche interessanti, proprio di fronte alla spiaggia.
Terminata la visita a Tulum ci spostiamo a pochi km di distanza nella zona dei cenotes.
I cenotes sono dei veri e propri pozzi d’acqua dolce di origine carsica, a volte delle dimensioni di un piccolo lago, molto profondi e con acqua cristallina, dove si fanno anche immersioni.
Noi abbiamo visitato i cenotes di Kantun-Chi che comprendono 5 distinte pozze parzialmente coperte da una volta in pietra (per la verità prive di particolare interesse) dove si può fare il bagno o fare dei piccoli (ma veramente piccoli) giri in kayak.
La parte più interessante é stata l’escursione guidata della rete di grotte sotterranea che, per uno sviluppo di circa 400 metri, collega i vari cenotes. Questo percorso sotterraneo viene fatto parte a piedi ma soprattutto a nuoto: equipaggiati di scarpette acquatiche, casco, maschera e giubbotto salvagente, ci si trova letteralmente immersi in questo mondo sotterraneo con moltissime stalattiti, anfratti, cunicoli etc.
A parte l’illuminazione artificiale posta in alcuni punti per segnalare il percorso, ci si trova nel buio più totale e nel silenzio assoluto. Il tutto a soli 3-4 metri sotto il livello del suolo e con profondità di acqua cristallina fino a 12 metri !
La parte turistica della giornata si é conclusa a Playa del Carmen (circa 1 milione di abitanti!), notissima località mondana del Messico, famosa oltre che per le sue spiagge anche per la  sua “movida”.
Tappa al ristorante dove, oltre ad una grigliata tipica, abbiamo gustato il café mexicano (una complicatissima e folcloristica preparazione con fiammeggiatura di bicchieri, liquore di caffé e tequila flambé, gelato alla crema, zucchero di canna, cannella…).
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La giornata si é conclusa al supermercato Chedraui (diffusa catena di supermercati) dove in previsione delle future mete (Cuba con probabile difficoltà di reperimento e Bahamas con sicuri costi proibitivi dei prodotti alimentari), abbiamo fatto la “spesa grossa”: 4 carrelli stracolmi di pasta, riso, olio, marmellate, biscotti, pommarola etc etc. acquistati a prezzi decisamente economici e comunque di gran lunga inferiori a quelli italiani.
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Il rientro al porto, causa volume degli acquisti, é avvenuto con due taxi !

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