Isla Mujeres

Veniamo avvicinati da una coppia di gentili guardiaparco su una lancia, che ci spiegano che tutto il tratto di mare di fronte al paese di Puerto Morelos è parco naturale e che non si può ancorare…
Imbarcati Luca e Cesco col nuovo e fiammante tender, ci spostiamo di circa un miglio di fronte ad uno spiaggione più anonimo dove passiamo la notte e il giorno dopo, scesi nuovamente a terra per soddisfare le bramosie di acquisto compulsivo da parte di Luca -un vero “animale da supermercato”- ci spostiamo verso Isla Mujeres.
Passiamo di fronte a Cancun e alla “zona hotelera”, una vera giungla di nuovissimi mega hotel sulla spiaggia (pare che Cancun disponga di oltre 50.000 posti letto in alberghi vari) e, dopo ancora 6-7 miglia in direzione Nord, raggiungiamo Isla Mujeres.
L’isola, lunga e stretta, si estende per circa 4 miglia, da Nord-Ovest verso Sud-Est. Ed è segnata a metà per il lungo da una spaccatura che diventa un canale, prima più ampio e poi in alcuni punti largo non più di 20-30 mt, che conduce ad una piccola laguna circondata da mangrovie, chiamata  a buon titolo “Hurricane hole”.
Tutta la zona è molto protetta e frequentata da numerosissime barche, ormeggiate su pontili in legno lungo tutta la spiaggia ed il canale.
Isla Mujeres è frequentata da moltissimi turisti, molti dei quali arrivano dalla vicina Cancun per visite giornaliere con i veloci traghetti o con catamarani stipati di turisti con ritmi caraibici a tutto volume? L’atmosfera è caotica; le strade, costellate da bar, ristoranti e negozietti di souvenirs, sono percorse da centinaia di automobiline a quattro posti tipo “golf car” che vengono noleggiate a 700 pesos al giorno (circa 35 dollari).
Il costo della vita è assolutamente abbordabile: una consumazione al bar costa l’equivalente di un paio di dollari. Sospendente il costo, decisamente basso, dei liquori ed in particolare del rhum: 3-4 dollari alla bottiglia. Il Bitter Campari costa circa 12 dollari, meno che da noi !!!
Per tre-quattro giorni ce ne restiamo qui a riposarci un po’ anche perché da quando abbiamo iniziato questa vacanza, tra lavori vari di sistemazione della barca e trasferimento dal Guatemala al Messico, non abbiamo ancora avuto un attimo di tregua…
La prossima tappa, se riusciamo a farci rilasciare il permesso dalla Capitaneria,  dovrebbe essere l’Isla Contoy, un’isola esclusiva parco naturale situata una decina di miglia a nord.
Vi faremo sapere

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